LA MINI TRANSAT 6.50

L’atlantico in solitaria. Storia e diffusione della regata

Nel 1977 nasce la Transat 6,50 come risposta agli esorbitanti budget richiesti per prendere parte a una regata oceanica. La classe nascente permette la partecipazione a questi eventi sportivi con costi limitati e barche minimali, adeguatamente preparate per traversare l’oceano atlantico in solitario dall’Europa ai Caraibi.

Nel tempo la classe nata prevalentemente per dare la possibilità agli amatori di coronare il sogno di una vita diventa il primo step di tutti i professionisti che vogliono dedicarsi alle competizioni oceaniche.
La classe francese riesce con grande equilibrio a mantenere i costi bassi per chi ricerca solo l’esperienza di una vita, dividendo la regata oramai più classica e appassionante della vela oceanica in due categorie, serie e prototipi, diventando quest’ultima il laboratorio di tutte le innovazioni progettuali nel campo delle regate e della nautica da diporto.

Lo spirito “Mini” rievoca romanticamente le grandi regate del passato, piccoli budget e grandi appassionati che ricercano uno stile di vita semplice legato ai valori del mare e della navigazione alturiera.

La Transat 6.50 al giorno d’oggi

La Transat 6.50 è considerata oggi una tra le più difficili competizioni veliche esistenti: 4200 miglia tra le onde dell’Atlantico con barche di sei metri e mezzo, senza assistenza esterna con il divieto di comunicare con la terraferma.

Un mese di navigazione in solitario tra cielo e mare, senza le moderne attrezzature tecnologiche e in condizioni di navigazione spesso difficili. Una sfida estrema al limite delle possibilità psicofisiche umane.

Ogni due anni 85 imbarcazioni tagliano la linea di partenza nel nord della Francia per traversare l’oceano fino alle isole dei Caraibi.